Sabrina Sansonetti

Il valore della terra e delle radici

La memoria, l’identità, l’attenzione e la sensibilità verso il mondo circostanze è una forma nobile di ricerca…che porta ad un viaggio di consapevolezza della bellezza della natura.
La corsa frenetica verso beni materiali, la dismisura che ha tracciato l’ultimo ventennio ci ha impoverito di conoscenza, di valori, di radici.
Fermarsi e riflettere diventa indispensabile per costruire un futuro sostenibile.

Ristabilire un valore identitario, di storia e  radici che si intrecciano diventa un viaggio magico con gli ulivi, con la terra…
L’emergenza Codiro-xylella può essere l’inizio di una seconda rivoluzione verde per la Puglia.
Un’occasione per rivedere e mettere in discussione l’agricoltura convenzionale che è la causa principale di un processo progressivo di “desertificazione” del nostro territorio.
I danni causati da un uso eccessivo ed indiscriminato dei terreni e l’uso sconsiderato di concimi, fitofarmaci,  tecniche agronomiche convenzionali  ha portato negli anni notevoli problemi ambientali.
Bisogna tornare ad un’agricoltura “sostenibile”, naturale, incentivando attraverso il P.S.R. gli agricoltori pugliesi che adottino tecniche agronomiche in grado di ripristinare la biodiversità nel suolo e del territorio, ripristinare la sostanza organica nel terreno (utilizzo del compost prodotto dal ciclo dei rifiuti), ridurre progressivamente l’uso di fitofarmaci di sintesi e valorizzare le specie e varietà autoctone.
Indispensabile prenderci cura della nostra terra ed agire, supportando gli operatori agricoli ed il territorio con un’officina formativa pratica e parallelamente fare ricerca scientifica consapevole.
È opportuno affrontare l’emergenza del complesso disseccamento rapido degli olivi con “una mano sul cuore” ma con la mente lucida guardando l’intero sistema agricolo.
Il piano degli interventi formulato dal commissario Silletti prevede l’uso di insetticidi per ammazzare l’insetto responsabile, buone pratiche agricole e infine l’espianto degli alberi nelle situazioni di emergenze.
A mio modesto parere, occorre:

  • mettere intorno a un tavolo tecnico competenze diverse ( Agroecologi, fisiologi vegetali, medici, batteriologi, entomologi  epidemiologi);
  • sperimentare tecniche a basso impatto ambientale in grado di ridurre la popolazione dei vettori della Xylella e funghi;
  • salvare gli alberi monumentali dall’eradicazione utilizzando tecniche che impediscano agli insetti  vettori di nutrirsi da piante infette (es. uso di reti antinsetto);
  • vietare del tutto in Puglia (come in altre nazioni es.Finlandia) l’impiego di diserbanti pericolosi per la salute dell’uomo e degli animali (l’O.M.S. ha inserito il glifosate tra i prodotti cancerogeni);
  • vietare l’uso di erbicidi negli oliveti.

La riconversione   all'”agricoltura sostenibile” può essere inserita in un programma di rilancio del settore agricolo ed olivicolo e può diventare per il territorio un “elemento di forza” per una percezione dell’agricoltura pugliese rispettosa dell’ ambientale e della salute dei consumatori.

Congiuntamente ridisegnare la storia con il coinvolgimento dei bambini e delle famiglie accompagnando i bambini all’apprendimento degli orti biologici, attraverso un laboratorio educativo all’interno delle scuole elementari, aiuterebbe a ritrovare un contatto autentico con la natura e un profondo legame con la vita.

Un percorso al conoscenza delle stagioni, del valore autentico ed il rispetto della natura e del tempo, la piena conoscenza dei cicli delle piante e delle stagioni, del modo di produrre il cibo e di alimentarsi correttamente senza creare rifiuti.

Realizzare nel cortile di ogni scuola un orto biologico, dove i ragazzini possono unire i saperi scientifici e storici con  al lavoro manuale, significa tornare a usare le mani e il cuore per scoprire il mondo. La terra, vissuta come via educativa, è maestra di vita.

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